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Farina e acqua — una questione di proporzioni

Farinata, panissa, testaroli e castagnaccio: quattro appunti a partire da 100 g di farina.

Farina e acqua, nelle giuste proporzioni, sono già quasi una ricetta. Cambiano la farina, la quantità d’acqua, lo spessore e la cottura: da pochi gesti nascono preparazioni molto diverse.

Questo è soprattutto uno schema da ricordare e adattare. Le proporzioni partono sempre da 100 g di farina; poi sono la consistenza dell’impasto e l’esperienza a suggerire le piccole correzioni.

Le proporzioni

Tutte le quantità sono riferite a 100 g di farina.

PreparazioneFarinaAcquaSaleOlio EVO
Farinata100 g ceci300–330 g2,5 g10 g impasto + 20 g teglia
Panissa ligure100 g ceci330–350 g2 g—
Testaroli100 g Farro / Enkir / Kamut140–160 g2 g—
Castagnaccio sottile100 g castagne180–200 g1 g10 g
Castagnaccio spesso100 g castagne150–170 g1 g10 g

Farinata

Procedimento

Mescolare la farina di ceci con l’acqua, evitando la formazione di grumi. Lasciare riposare per 4–8 ore.

Eliminare l’eventuale schiuma formatasi in superficie, quindi aggiungere il sale e l’olio previsto per l’impasto.

Distribuire l’olio restante sul fondo della teglia e versare la pastella, formando uno strato di circa 4–5 mm.

Cuocere in forno molto caldo, 240–250 °C, per circa 12–18 minuti, fino a ottenere una superficie ben dorata e bordi croccanti.

Suggerimenti

La quantità d’acqua dipende anche dalla rusticità della farina. Partire da 300 g e aumentare gradualmente, se necessario, fino a circa 330 g.

Per una teglia rotonda da 32 cm di diametro:

120 g farina di ceci · 360–400 g acqua · 3 g sale · 12 g olio extravergine nell’impasto · 24 g olio extravergine in teglia

Variazioni

Pepe nero macinato al momento, appena sfornata.

Rosmarino, cipolla o cipollotto possono invece essere aggiunti prima della cottura.

Panissa ligure

Procedimento

Mescolare la farina con l’acqua, evitando la formazione di grumi. Lasciare riposare per 30–60 minuti.

Aggiungere il sale e cuocere in casseruola a fuoco dolce, mescolando regolarmente, per circa 30–40 minuti.

La panissa è pronta quando diventa una massa compatta e tende a staccarsi dalle pareti della casseruola.

Versare ancora calda in un contenitore, formando uno strato di circa 1,5–2 cm. Lasciare raffreddare completamente e rassodare prima di tagliare.

Suggerimenti

La panissa può prendere due strade.

Fritta. Tagliare la panissa ben fredda a bastoncini o losanghe e friggere fino a renderla dorata e croccante. Salare appena scolata.

In insalata. Tagliare la panissa fredda a cubetti o losanghe e condire con cipollotto e maggiorana freschi, olio extravergine di oliva, sale e pepe nero. Lasciare insaporire qualche minuto prima di servire.

Variazioni

Nella versione in insalata, qualche goccia di aceto può aggiungere una nota di acidità. Senza esagerare: il condimento deve rimanere semplice.

Testaroli

Procedimento

Mescolare la farina con l’acqua e il sale fino a ottenere una pastella liscia, fluida ma non acquosa.

Lasciare riposare per 30–60 minuti.

Versare sul testo o su una padella molto calda, senza grassi, formando uno strato di circa 2–4 mm. Cuocere indicativamente 3–5 minuti per lato.

Lasciare raffreddare e tagliare a losanghe.

Prima di condire, immergere brevemente i testaroli in acqua molto calda, senza prolungarne la cottura.

Suggerimenti

150 g d’acqua ogni 100 g di farina sono un buon punto di partenza, non una regola.

Farro, Enkir e Kamut assorbono l’acqua in modo diverso. La consistenza della pastella conta più della precisione matematica: deve colare facilmente e allargarsi sul testo mantenendo una certa struttura.

Variazioni

Farro, Enkir e Kamut possono essere utilizzati singolarmente oppure miscelati.

Annotare di volta in volta la quantità d’acqua effettivamente utilizzata: con il tempo si costruisce una piccola proporzione personale per ogni farina.

Castagnaccio

Ancora farina e acqua, questa volta con la naturale dolcezza delle castagne.

Due consistenze: sottile, alla maniera ligure, oppure più spesso e morbido.

Procedimento

Setacciare la farina di castagne e incorporare gradualmente l’acqua con una frusta, fino a ottenere una pastella liscia e senza grumi.

Aggiungere il sale e lasciare riposare per 20–30 minuti.

Ungere la teglia con olio extravergine e versare la pastella allo spessore desiderato. Distribuire sulla superficie rosmarino fresco e pinoli, terminando con un filo d’olio.

Per la versione sottile cuocere a circa 200 °C per 20–25 minuti.

Per quella più spessa cuocere a 180–190 °C per 30–40 minuti.

In entrambi i casi, le piccole crepe sulla superficie e i bordi ben cotti indicano che il castagnaccio è pronto.

Suggerimenti

Per il castagnaccio sottile, la proporzione facile da ricordare è:

100 farina · circa 190 acqua

Per quello più spesso:

100 farina · circa 160 acqua

La farina di castagne porta già con sé la dolcezza necessaria: niente zucchero.

Rosmarino e pinoli sono la combinazione di riferimento. Pochi ingredienti, per lasciare riconoscibili castagna, olio e rosmarino.

Variazioni

Uvetta, ammollata e ben asciugata, nell’impasto o in superficie.

Noci, spezzate grossolanamente.

Pinoli, uvetta e noci possono anche incontrarsi nello stesso castagnaccio, ma non è necessario. La versione essenziale resta rosmarino e pinoli.